Autore: |
Albertarelli Spartaco
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Artista: |
Daviz Paul
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Editore: |
Ravensburger Spieleverlag GmbH
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Numero giocatori: | 3 - 8 |
Durata media: | 30 minuti |
Tipologia giocatori: | Da 10 anni |
Ambientazione: | Occhio alla penna ! |
Categoria: |
Deduzione
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Meccanica: |
Colpo d'occhio
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Motore: |
Logica-Ragionamento
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Nomi alternativi: |
Coyote
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Componenti: | Visualizza la lista dei componenti |
Grafica: | 7 |
Regolamento: | 7 |
Gradimento: | 7 |
Fortuna: | 0 |
Difficoltà: | 2 |
Valutazione BGG | |
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Voto: | 6.58 |
Votanti: | 699 |
Classifica: | #4832 |
Valutazione riviste | |
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Ilsa: | N.D. |
Plato: | B |
Spielbox: | N.D. |
Win Magazine: | N.D. |
Questa volta parliamo di un simpatico e divertente “party game”: POW WOW (il nome è tratto dal nome dei raduni che le tribù dei nativi americani facevano annualmente per incontrarsi, discutere di “politica” e fare poi grandi feste) ci mette nella pelle e nelle piume di alcuni indiani e ci chiede di indovinare … quanti siamo.
All’inizio della partita ogni partecipante prende una fascia colorata che dovrà avvolgere attorno alla fronte, tenendo la piccola striscia di velcro proprio davanti: poi ognuno prende a caso una delle 36 “penne” di cartoncino fornite nella scatola e, SENZA GUARDARLA, la infila nella fascia in modo però che il suo numero sia ben visibile agli altri giocatori.
A questo punto ognuno vede i numeri sulla testa degli altri e può calcolare mentalmente un totale “parziale” (manca infatti solo il suo numero): si tratta di ora di indovinare qual sia effettivamente la somma totale di tutte le penne. Il primo giocatore aggiunge al totale che vede un numero che potrebbe essere quello della sua penna, poi il gioco passa al successivo, il quale può:
Se il totale è uguale o superiore al numero “dubitato” il giocatore dichiarante vince la sfida ed il suo avversario deve attaccare un gettone “avvoltoio” sulla striscia di velcro della sua fascia. Se invece il totale è inferiore al numero “dubitato” il dichiarante perde la sfida e deve mettere lui un gettone sul velcro. In ogni caso tutte le penne che erano state indossate vengono scartate e si ricomincia un nuovo giro pescandone altre dal mazzo ed utilizzando le stesse modalità.
La partita prosegue ad eliminazione: ogni giocatore che riceve il suo terzo gettone avvoltoio infatti deve uscire dal gioco ed attendere che le sfide proseguano finché non resterà “vivo” un solo “pellerossa” che sarà proclamato vincitore.
POW WOW fa parte della categoria dei giochi di bluff e di sfida (tipo PEDRUDO, per intenderci) in cui occorre mantenere i nervi saldi quando si è molto incerti sul numero da dichiarare, ma al tempo stesso bisogna far funzionare i propri neuroni per un rapido calcolo delle probabilità: la somma dichiarata dal giocatore precedente potrebbe essere valida o sta esagerando? Visto che l’unica incognita è il numero che appare sulla propria penna, il quale può variare quindi da un “+20” ad un “-10” (entrambi numeri unici), a volte non è così semplice decidere se rilanciare o dubitare.
Ovviamente se non si è i primi a giocare le dichiarazioni dei giocatori che precedono possono essere abbastanza “illuminanti”: se la differenza fra il totale che NOI possiamo vedere e quello dichiarato è alta significa che anche il nostro numero è abbastanza alto; se le dichiarazioni successive alla prima sono molto prudenti può significare che il nostro numero è di valore basso o forse negativo.
Le penne “NERE” fanno eseguire delle azioni speciali alla fine della mano: quella col “punto interrogativo” costringe a rivelare al prossima penna del mazzo aggiungendo il suo valore al totale; quella con la scritta “Max=0” fa scartare la penna verde di valore più alto; quella con il “x 2” raddoppia il valore di tutte le penne verdi; infine quella con il valore “0” a fine mano fa rimescolare tutte le penne, scarti e mazzo, ricominciando da capo.
C’è infine una interessante variante che utilizza le tessere “tomahawk” fornite nella scatola: ogni giocatore ne prende una e la può utilizzare la suo turno per:
Il gioco è divertente e veloce e permette a chiunque di partecipare, anche a quelli che non amano i giochi da tavolo: basta avere un minimo di capacità di fare i contri ed un massimo di faccia tosta per bluffare.
Rivista | Numero | Anno | Titolo articolo | Pagina | Autore | Tipo articolo |
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Plato | 45 | 2012 | Un tomahawk ça va, trois bonjour les degats ! | 42 | Roche-Meyer Sophie | Recensione breve |