Auteur: |
Knizia Reiner ![]() |
Illustrateur: |
Menzel Michael ![]() |
Editeur: |
Kosmos ![]() Giochi Uniti ![]() |
Nombre de joueurs: | 2 - 4 |
Durée moyenne: | 20 minutes |
Public: | Da 10 anni |
Milieu: | Fondazione e sviluppo di una piccola città |
Genre: |
Casse-Tete
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Mécanique: |
Coup d'oeil
Poser tuiles-pions-etc. |
Moteur: |
Tuiles
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Composants: | Voir les composants |
Graphique: | 7 |
Règles: | 7 |
Agrément: | 6 |
Hazard: | 4 |
Complexité: | 2 |
Evaluation BGG: | |
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Voto: | 7.61 |
Votes: | 11.880 |
Classement: | #253 |
Evaluation sur Magazines | |
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Ilsa: | A |
Plato: | A |
Spielbox: | B |
Win Magazine: | N.D. |
Anche Reiner Knizia non ha saputo sottrarsi al “fascino” dei giochi di tessere alla Tetris e neppure alla nuova moda “legacy” che obbliga i giocatori a modificare i materiali del gioco al termine di ogni partita. Ecco dunque arrivare sui nostri tavoli MY CITY, un invito a cimentarsi con queste meccaniche, costruendo da zero, e personalizzando in seguito, la “loro” cittadina.
Aprendo la scatola scopriamo per prima cosa le quattro grandi plance quadrate (280x280 mm), stampate su entrambi i lati: il “Lato A” si userà per le partite “legacy” e quindi appare molto “spoglio”, ma sarà arricchito con vari elementi nel corso della saga; il “Lato B” invece è chiamato “Eterno” perché non cambia mai. Troviamo anche 8 buste bianche sigillate: ognuna di esse costituisce un “capitolo” del gioco legacy e viene utilizzata per tre diversi episodi, con materiali aggiuntivi ed un aggiornamento delle regole.
La preparazione di una partita è molto veloce: ogni giocatore prende una plancia, posa il cubetto segnapunti sulla casella 10 del relativo tracciato e sceglie un set di tessere (sono tutti uguali e si differenziano solo per il simbolo sul retro, identico a quello della plancia: Aquila, Cervo, Lupo e Orso). Si mescola poi il mazzo delle carte e si posa coperto sul tavolo.
Infine si apre la busta del capitolo da giocare e si estraggono i materiali, leggendo attentamente le regole specifiche per sapere se e in cosa si differenziano dalle precedenti. Si gioca a turni: all’inizio di ognuno di essi viene mostrata una carta “edificio” e tutti i giocatori posano contemporaneamente sulla loro plancia l’edificio indicato, facendo attenzione alle seguenti indicazioni:
Si continua così fino all’esaurimento del mazzo e naturalmente può succedere che un giocatore non sia in grado di inserire una tessera sulla sua plancia per mancanza di spazio: in tal caso può rinunciare al piazzamento, ma viene penalizzato di 1 PV. Se invece il giocatore dichiara si “ritirarsi” definitivamente dalla partita smette di giocare e non riceve alcuna penalità.
Alla fine di ogni Episodio si calcolano i Punti Vittoria (PV) sommando al valore attuale del marcatore il numero di caselle rimaste scoperte che mostrano un albero (+1 PV per ognuno) e sottraendo -1 PV per ogni roccia ed ogni casella verde rimaste scoperte. Chi vince avanza sul tracciato dei Punti Progresso, ma deve aggiungere degli ostacoli alla sua plancia, mentre chi perde aggiunge dei componenti “positivi”.
MY CITY è un gioco semplice da capire e tutti sono capaci di piazzare delle tessere sulla griglia, anche se bisogna ricordarsi che la sequenza con cui escono le carte (completamente aleatoria) potrebbe condizionare il gioco: è necessario quindi tenere sempre aperto il maggior numero di “opzioni” per non trovarsi poi nell’impossibilità di posare le tessere più ingombranti per mancanza di spazio o perché c’è il fiume di mezzo.
Le regole non impongono un limite di tempo, tuttavia è bene concordare con i giocatori un massimo consentito per evitare di prolungare immotivatamente una partita se c’è qualcuno che se la prende troppo comoda nella ricerca del modo “perfetto” di inserire una tessera. Questo perché Il bello del gioco è proprio che in una sessione è possibile cimentarsi in tutti e tre gli episodi di un Capitolo (normalmente ogni episodio può durare 20-30 minuti), ma se una partita si fa troppo lunga la cosa diventa impossibile.
L’ordine con cui “usciranno” gli edifici dipende dai capricci della sorte, quindi tutti dovranno cercare di piazzare intelligentemente i loro edifici per non trovarsi poi con troppi spazi inutilizzabili: inizialmente sulla plancia sono stampati 5 alberi e 5 rocce, quindi non ci sono particolari problemi di inserimento, salvo naturalmente una cattiva sequenza di uscita delle carte.
In seguito però chi vince un Episodio viene leggermente “penalizzato” con l’aggiunta di adesivi negativi (come le rocce) mentre chi perde attaccherà qualcosa di positivo (per esempio degli alberelli) che gli permetteranno di guadagnare qualche punto extra: è proprio in questo modo che il gioco tende ad auto-equilibrarsi. Con l’aggiunta di nuovi elementi le cose però si faranno via via più complesse e proprio per questo motivo l’autore consiglia di giocare ogni capitolo sempre con le stesse persone, se possibile, perché l’esperienza acquisita in una partita sarà utile anche in seguito.
Il lato B della plancia viene usato per partite estemporanee ed è indipendente dai Capitoli già fatti (anche se l’autore consiglia di arrivare almeno al quarto prima di usarla, in modo da conoscere tutte le regole dei nuovi elementi presenti sulla mappa): essa riproduce approssimativamente la plancia come potrebbe essere dopo l’episodio 10 del gioco “legacy” e bisognerà dunque scartare qualche tessera prima di iniziare a giocare.
MY CITY è un gioco adatto a tutti: è chiaro che la “sorte” può avere un impatto importante e proprio per questo la posa delle tessere deve essere fatta sempre “a ragion veduta” per cercare di non lasciare “buchi” ma anche per coprire ogni volta la maggiore superficie possibile ed avere così valide alternative ad ogni nuova carta girata: a volte tenere ben compatte le tessere iniziali non basta a vincere per l’impossibilità di posarne in seguito alcune complesse che non trovano lo spazio adeguato in adiacenza.
In questi ultimi anni ci sono stati due tipi di gioco che hanno avuto un buon successo: quelli che utilizzano dei polimini (alla Tetris, per essere più chiari) per riempire delle griglie e quelli cosiddetti “Legacy”, costituiti cioè da una serie di episodi durante i quali si modifica permanentemente il tabellone. Poteva sottrarsi a questa “moda” il Re degli autori tedeschi, Reiner Knizia? Certamente no, ed ecco infatti arrivare il suo My City, un gioco “Legacy” (edito in Italia da Giochi Uniti) che utilizza i polimini per permettere a 2-4 giocatori, di 10 anni o più, di costruire e personalizzare le “loro” città.
A tutti coloro che, come chi scrive, pensano che scrivere su un tabellone o modificarlo permanentemente sia un “sacrilegio” dico subito che in My City non c’è un tabellone ed ognuno utilizza una plancia personale stampata su entrambi i lati: il primo serve per il gioco “Legacy” (e dunque verrà modificato nel corso delle varie partite) mentre il lato B sarà utilizzato indipendentemente dall’avanzamento e senza alcuna modifica. Ricordo anche che questo gioco è stato fra i tre finalisti dello Spiel des Jahres 2020 (insieme a Nova Luna e Pictures, che poi ha vinto il premio).
Continua a leggere su Balena LudensAnche Reiner Knizia non ha saputo sottrarsi al “fascino” dei giochi di tessere alla “Tetris” (magistralmente sfruttato dal “collega” Rosenberg) e neppure alla nuova moda “Legacy” che obbliga i giocatori a modificare i materiali del gioco al termine di ogni partita. Ecco dunque arrivare sui nostri tavoli My City (edito in Italia da Giochi Uniti), un invito per 2-4 giocatori (da 10 anni in su) a cimentarsi con queste meccaniche, costruendo da zero, e personalizzando in seguito, la “loro” cittadina.
Il gioco si sviluppa in 8 diversi “Capitoli”, ognuno dei quali è formato da tre “Episodi”: tutti seguono ovviamente una serie di regole base, ma ogni singolo episodio aggiunge “qualcosa” alla saga (regole specifiche, calcolo dei punti, nuove tessere, nuove carte, ecc.). A chi fosse poi refrattario al “Legacy”, con tanto di orticaria al solo pensare di scrivere sulla plancia con un pennarello o attaccare degli adesivi permanenti, viene comunque data la possibilità di giocare a My City utilizzando il retro della plancia (che resterà infatti sempre uguale).
Ricordo infine che questo gioco è stato fra i tre finalisti dello Spiel des Jahres 2020 (insieme a Nova Luna e Pictures, che poi ha vinto il premio).
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